L’elisir d’amore

Dulcamara Show

L’elisir? Solo una truffa. Ma, con la confezione giusta, vende benissimo.

C’è chi sogna l’amore, chi la ricchezza, chi una scorciatoia verso la felicità. E poi c’è chi questi sogni li mette in bottiglia, li infiocchetta con due parole convincenti e li vende al primo disperato. «Udite, udite, o rustici: attenti non fiatate!»: così irrompe sulla scena il dottor Dulcamara, e la truffa ha inizio.

In questo allestimento de L’elisir d’amore, il sorriso si fa tagliente e dietro la maschera della commedia emerge il volto feroce di una società che vende illusioni e premia i furbi. Dulcamara non è un buffone da operetta: è il vero protagonista di questo mondo. È un predatore travestito da benefattore, un uomo di spettacolo che si muove tra spot, televendite e slogan da discount dell’anima.
Un personaggio fin troppo familiare.

Questa storia non si svolge in un bucolico villaggio agreste, bensì in una realtà proletaria: Nemorino è un semplice operaio, innamorato della ricca Adina, figlia del suo datore di lavoro. Quando la tv gli propone un “elisir” capace di cambiare la sua vita, lui ci crede, come milioni di altri prima e dopo di lui.

Il gioco è truccato, ma funziona: in fondo, chi non ha mai desiderato una scorciatoia?

L’amore, il desiderio, la disperazione diventano merci. E Dulcamara, con la figlia Giannetta al seguito, incarna una filosofia di vita pragmatica e spietata: «i coglioni vanno inculati».
Un motto che echeggia ancora, tra imprenditori televisivi, politici rampanti e santoni in streaming. Dulcamara è tutti loro (e noi, forse, siamo tutti un po’ Nemorino).

Il finale è lieto, certo, ma è un caso: Nemorino, ubriaco e inconsapevole, conquista Adina più per sbaglio che per merito,  mentre il vero vincitore — come sempre — se ne va con la cassa piena e il sorriso sulle labbra. Un sorriso che neppure Belcore, per l’occasione nelle vesti di affascinante finanziere, saprà cancellare.

«Viva il dottor Dulcamara!» gridano tutti, alla fine. Viene da chiedersi: ridono di cuore, o solo per non ammettere d’essere stati fregati?

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Musiche Gaetano Donizetti

Direzione musicale Andrea Gottfried
Regia e Adattamento Massimo Marani
Costumi Sartoria Teatrale Bianchi (Milano)

Pianoforte Svetlana Huseynova

Personaggi

Dulcamara – baritono e voce narrante
Adina – soprano
Nemorino – tenore
Belcore – soprano
Giannetta – soprano

Cast Compagnia FuoriOpera